TOP 10 FOLK L’AQUILA

Progetto multimediale e creativo per il decennale del sisma 2009-2019

programma Restart priorità C, D.L. 78/2015, C.M.I. Legge 125/2015, Delibera Cipe 10.08.2016 n. 49 – Annualità 2018

“L’Aquila, città della memoria e della conoscenza”

Che cos’è Top 10 Folk L’Aquila?

La Associazione Corale Gran Sasso in occasione del decennale del sisma ha selezionato 10 brani fra i più rappresentativi del folklore aquilano ed ha commissionato ad altrettanti videomaker la realizzazione di video originali e creativi.

Obiettivi: onorare in modo originale il decennale del sisma, cercando di coniugare la storia ed il ricordo con la creatività e l’area documentaristica; proporre una nuova lettura, attraverso immagini, del repertorio folkloristico; diffondere e far conoscere il più possibile le canzoni “storiche” della città dell’Aquila; utilizzare nuovi linguaggi per la promozione delle tradizioni; creare un’opera artistica originale e di promozione del territorio che possa funzionare sia nello spettacolo dal vivo che sui social network.

I dieci brani sono stati selezionati dal M° Carlo Mantini: Novantanove, J’Abbruzzu, ‘Na jura d’amore, L’ellera, Masséra, Tramonto Aquilano, Quanno ju core te fa bbu bbu, Ninna Nanna de NataleGran Sassu me e Te vojio reveté. Ognuno racconta luoghi, sentimenti, tradizioni e caratteristiche. La musica in stile semplice e popolare esalta i testi e ne diventa parte integrante. 

I dieci videomaker sono stati individuati dall’ideatore del progetto Sebastiano Santucci in base alle caratteristiche narrative, le differenze stilistiche e le unicità di ciascuno. Sono (in ordine alfabetico): Luke Anthon, Alessio Attardi, Silvia Consales, Emiliano Dante, Matteo De Santis, Roberto Jr Fusco, Stefano Ianni, Diego La Chioma, Chiara Napoli, Giovanni Sfarra.

Per la realizzazione dei video è stata data la massima libertà di creazione. Unica condizione posta e rispettata riguarda i luoghi di ripresa: le immagini originali sono state girate a L’Aquila e nel suo territorio, comprendendo anche la Valle Subequana. 

Partecipano ai video attori e comparse che sono stati scelti dai registi liberamente, oppure provenienti dalla scuola di teatro Drama di Rosanna Lancione che ha inserito il progetto nel percorso formativo degli allievi o, infine, fra gli elementi della stessa Corale Gran Sasso.

I canti sono stati interpretati con immagini attraverso l’occhio e la creatività di registi, videomaker aquilani, o che abbiano in qualche modo avuto a che fare con la città: un lavoro artistico, creativo e originale storie cantate per immagini!

Infine la première speciale, realizzata come spettacolo dal vivo, con la colonna sonora eseguita in live dalla stessa Corale Gran Sasso, diretta da Carlo Mantini con Aldo Rampa, Nicolino Rantucci e Giuliano Esposito alle fisarmoniche.  

Top 10 Folk L’Aquila” è stato finanziato con i fondi Restart per il decennale “L’Aquila, città della memoria e della conoscenza”, in partenariato con l’Associazione Regionale Cori d’Abruzzo, l’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” e la scuola di teatro Drama di Rosanna Lancione, che ha inserito il progetto nel percorso formativo dando la possibilità a giovani attori aquilani di potersi esprimere anche con i video. La realizzazione del tutto è stata possibile grazie al contributo della Regione Abruzzo, della Fondazione Carispaq, dell’ANCE, all’aiuto di alcuni sponsor privati e la collaborazione del Comune dell’Aquila e di Onna Onlus.

Presentazione al pubblico

22 giugno 2019: presentazione in anteprima in occasione della Festa della Musica presso la sede del MUNDA Museo Nazionale d’Abruzzo grazie alla collaborazione con l’ARCA Associazione Regionale Cori d’Abruzzo.

6 settembre 2019 Presentazione in live con la colonna sonora eseguita dal vivo dalla Corale Gran Sasso presso Auditorium del Parco in L’Aquila.

7 settembre 2019 Seconda esecuzione pubblica in live a Casa Onna. 

25 ottobre 2019: Apertura canale youtube dedicato

https://www.youtube.com/channel/UCS83EkOcMlLy40Zvx-f-whg

NOVANTANOVE

Testo di Guido Petroni

Musica di Giacomo De Medio 

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Luke Anthon

Novantanove è il nostro DNA. Il cortometraggio vuole mettere in relazione il simbolo del nuovo, attraverso bambini che, in una caccia al tesoro, con tanto di mappa e di X che segnala il punto esatto dove scavare, si ritrovano nel magnifico scenario della Fontana delle 99 cannelle. Qui incontrano la tradizione, rappresentata dalla stessa Corale Gran Sasso, la formazione storica della città durante l’esecuzione del brano Novantanove. Allegoria moderna del nuovo che, spinto dal desiderio di scoperta e di avventura (la mappa del tesoro!), si riappropria della memoria storica attraverso la conoscenza delle proprie radici.

Luke Anthon

Luke Anthon (Luca Antonetti) classe 1986. Diploma liceo scientifico e Laurea al Dams. Si specializza al Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema. Tra i lavori più recenti si segnalano il film “2912METRI” il primo girato sulle cime del Gran Sasso d’Italia, prodotto dal Centro Sperimentale in collaborazione con il Comune dell’Aquila e la Regione Abruzzo e il documentario “Into the music” prodotto dal Ravello Festival. Tra i cortometraggi più recenti si segnala “3,32” prodotto dalla casa farmaceutica Dompé, Regione Abruzzo e Centro Sperimentale, ideato per la commemorazione del quinto anniversario del sisma dell’Aquila: uno short film d’autore con la partecipazione di Giancarlo Giannini. Realizza anche spot e video per enti pubblici e privati.

J’ABBRUZZU

Testo di Carlo Perrone

Musica di Nazzareno De Angelis

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Diego La Chioma

Il canto è un inno alle bellezze della nostra terra, dalle montagne fino alla marina. È un canto descrittivo che esalta la maestosità del paesaggio e lo omaggia con una melodia semplice e con echi profondi. Il video accosta alle suggestive atmosfere i volti dei cantori e aggiunge una voce inedita al coro. Sviluppa e prende il tempo per una riflessione sull’esperienza e le intenzioni del canto, sintesi di tradizione e appartenenza e la meraviglia.

Diego La Chioma

Diego La Chioma nato a L’Aquila nel 1983 ha sviluppato il percorso studiando tra Firenze, Roma e L’Aquila, ampliando la propria esperienza tra pittura, musica e cinema. Diplomato all’Accademia dell’Immagine è da subito attivo nel mondo del video, maturando esperienze su set cinematografici e produzioni televisive, prendendo parte a progetti che coinvolgono, tra gli altri, autori come Ferzan Ozpetek, Alessandro Gassman, Corrado Fortuna, Stefano Chiantini. Attivo a L’Aquila, articola il lavoro tra videoclip musicali e video commerciali, collaborando con enti privati e pubblici.

MASSÉRA

Testo di Mario Lolli

Musica di Giorgio Cavalli, Arnaldo Ettorre

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Alessio Attardi

“Masséra” non è solo una tipica serenata ma, a mio avviso. un vero e proprio canto d’amore la cui importanza deriva da tutti i momenti che vengono prima di questo fatidico frangente.

Ho cercato, attraverso respiri moderni, di sottolineare la tradizione con il bel principino che stufo di tutto si confessa alla dolce principessa. La meraviglia e lo stupore di quella dolcezza li terrà insieme per il resto dei loro giorni futuri.

Alessio Attardi

Alessio Attardi nasce a L’Aquila nel 1995. Si diploma presso l’IIS “Amedeo D’Aosta” e dopo una breve work experience in Germania, inizia a lavorare fin da subito nel mondo dell’audiovisivo, entrando in contatto con la televisione, dove lavora da circa un anno in ambito regia e realizzazione spot pubblicitari. Lavora con diverse aziende per la realizzazione di streaming e regie. Studia psicologia presso l’Università degli studi dell’Aquila ispirando la scrittura della sua prima produzione “Caligo”. Dopo il contatto con varie figure professionali, diverse produzioni e altrettanti set cinematografici, nel 2018 dirige “Turtle&Bunny’’ scritto da Giuseppe Tandoi e prodotta dalla Esprit Film, guadagnandosi la selezione e la vittoria di diversi festival internazionali.

QUANNO JU CORE TE FA BBU BBU

Testo di Luigi Lombardo

Musica di Emilio Rosati

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Silvia Consales

È un brano che, tra ritmo e ironia, mostra uno spaccato di paese e le sue dinamiche sociali le quali, a dispetto dell’ambientazione di inizio secolo, troviamo ancora oggi del tutto attuali. La vicenda narra la storia di Don Vince’, il signorotto arrogante che si innamora di Maria Teresa, la quale però con fragore sgretolerà ogni suo desiderio d’amore nei propri confronti. Il videoclip, girato nel bellissimo borgo medievale di Fontecchio, si propone di raccontare tutto questo in un’epoca sospesa nel tempo, in cui la vicenda principale è solo il pretesto per descrivere un paesino in cui le persone si passano la voce, ridacchiano e bonariamente scherniscono, “mentre i vecchi se stann’a nzurda’” perché tra una partita a carte e un bicchiere di vino, c’è sempre una buona ragione per litigare. Protagonista è la comunità stessa, le sue dinamiche, i segreti inesistenti e la vita privata che non resta mai tale; la struttura a musical permette alla Corale, vera interprete del video insieme al prezioso apporto degli attori Alessandro Martorelli, Antonio Pellegrini e Alessandro Scafati, di riflettere appieno lo spirito tradizionale tipicamente aquilano di cui si fa portavoce. 

Silvia Consales

Silvia Consales, diplomata nel 2008 all’Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine, si è occupata principalmente della scrittura, regia e montaggio di spot pubblicitari in collaborazione con alcune televisioni e agenzie del centro Italia. Ha inoltre ampliato l’attività di videomaking realizzando e partecipando a documentari, concerti, film e cortometraggi. Nel 2018 fonda Imagine, agenzia di pubblicità e comunicazione sita in Piazza Palazzo, nata dalla volontà di lavorare in sinergia con altri professionisti freelance e, ad oggi, in continua evoluzione.

L’ELLERA

Testo di Guido Petroni

Musica di Giacomo De Medio

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Matteo De Santis

Come l’edera verde che si aggrappa, si arrampica, vive e muore su ogni elemento su cui si appoggia, così i due protagonisti vivono la loro esistenza. Tra malinconia ed amore una ragazza ed un ragazzo si sfiorano, girano intorno e si attaccano come le radici ed i rami dell’edera. Ognuno di loro è come pervaso da un incantesimo e stringendosi nell’abbraccio reciproco, si ancora all’altro e alla città, L’Aquila, che li circonda. Un abbraccio che li rinforza e li illumina quando tutto intorno si fa buio nel tramonto della vita.

Matteo De Santis

Matteo De Santis ha studiato regia e sceneggiatura cinematografica a Roma. Ha scritto sceneggiature per cortometraggi selezionati a festival internazionali come Berlino, Los Angeles, St. Tropez e Brooklyn. Con il video di moda “First Day on Earth” è stato finalista al 30th International Festival of Fashion and Photography in Hyères in Francia. Con il cortometraggio hOme ha vinto il primo premio ad un concorso nazionale di arte moderna a Riccione. Lavora in Italia, realizzando video commerciali per aziende sul territorio nazionale.

’NA JURA D’AMORE

Testo di Mario Lolli

Musica di Camillo Berardi

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Stefano Ianni

Quando ho sentito questo brano ero immerso nella lavorazione del mio progetto “Barattoli di latta” e sono rimasto colpito dal concetto che il testo esprime pur su una musica tipicamente folk: il desiderio e la ricerca continua dell’amore, la paura del rifiuto e una domanda che io ho trovato fondamentale: “ma l’amore tuo come è”? Esiste un modo unico di amare? Chi ci sta vicino ama come noi? Siamo sicuri che la passione di Carmè alla fine è un fuoco che poi si spegne? Nel documentario “Barattoli di latta” racconto una storia vera di due ragazzi la cui fiamma si è accesa all’interno di un percorso psichiatrico, hanno sfidato le paure e hanno deciso di iniziare un percorso insieme. La loro “scintilla d’amore” vive solitudini, silenzi, dubbi, difficoltà e piccoli gesti… non facili da conciliare con la quotidianità e la socialità, peraltro in una città ferita… Così mi è venuto di unire le cose e presentare il teaser del mio film con questo brano come colonna sonora. 

La “jura d’amore” è racchiusa nel sogno di vivere la normalità, è semplice e immensa umanità.

Stefano Ianni

Stefano Ianni è laureato presso l’Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine di L’Aquila. Nel 2009 prende parte alla realizzazione del documentario “Sangue e Cemento”, finalista per il nastro d’Argento. Nel 2010, con la supervisione di Gianfranco Rosi, dirige il documentario “Un anno dopo – Memory Hunters”, in concorso alla 67^Edizione del Festival del Cinema di Venezia. Nel 2011 dirige il documentario “Territorio”, in concorso al 29^ Festival del Cinema di Sulmona. Nel 2013 dirige lo spot sociale “Il Volto della Giustizia”, presentato da Roberto Saviano e Fabio Fazio nella trasmissione televisiva “Che tempo che fa”. Dallo stesso anno collabora con Francesco Paolucci con il quale: co-dirige il cortometraggio “Post Scriptum” finalista al Festival Pasinetti di Venezia, si occupa del montaggio del lungometraggio “La mano nel cappello” e del documentario “I Migrati”, trasmesso nel “TG2 Dossier. Sempre nel 2013 insieme a Davide Cironi realizza il primo video del Drive Experience, oggi uno dei canali automobilistici più seguiti del web. Oltre ai documentari, scrive e dirige videoclip musicali per artisti emergenti e non, collaborando con diverse etichette discografiche e realizza spot tv/web per enti pubblici ed aziende. Dal 2018 inizia le riprese per il suo film documentario “Barattoli di Latta”, attualmente in fase di post-produzione

TRAMONTO AQUILANO

Testo di Ennio Mari

Musica di Giordano Bronzetti

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Giovanni Sfarra

La luce del tramonto. Quella luce che da sempre, alla fine del giorno, accarezza e avvolge il paesaggio che ci circonda rendendolo unico. 

Un tramonto che, se 10 anni fa ha lasciato spazio alla notte più buia per la città dell’Aquila, ora trasmette invece senso di speranza. 

Un tramonto che illumina, oggi, uno scenario unico al mondo, centinaia di gru che si accendono di rosso facendo da cornice allo skyline dell’Aquila. 

Una luce che fa brillare e incanta lo sguardo di chi ha pazienza di aspettare che il sole scenda dietro le montagne, per godere di ciò che la natura regala ogni giorno; lo sguardo di chi ha già visto tanti tramonti e di chi aspetta di vederne ancora come quello di ragazzi innamorati, con un forte legame con la propria terra, la stessa che ogni sera regala uno spettacolo magnifico.

Giovanni Sfarra

Giovanni Sfarra, nato a L’Aquila nel 1992, diplomato al liceo scientifico tecnologico. Da
sempre con la passione verso il mondo dell’audiovisivo e l’approccio con il reale. Proviene da un
percorso da autodidatta, perfezionato e arricchito grazie al corso di Reportage Audiovisivo del
Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Abruzzo, dove si è confrontato con il reportage
scritto, fotografico, audiovisivo e radiofonico. Il documentario del diploma “Cosa faccio nella vita?” insieme a Manuel de Pandis e Fabio Fusillo vince nel 2017 la sezione “Best Documentary Short” del 35° Sulmona International Film Festival. Collabora con enti pubblici e privati per la realizzazione di audiovisivi e documentari.  

GRAN SASSU ME

Testo di Filippo Crudele

Musica di Carlo Mantini

Elaborazione corale e strumentale di Carlo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Chiara Napoli

GRAN SASSU ME

“Quante bellezze mi fai vedere” così si sente risuonare in questo canto. L’Abruzzo, il Gran Sasso, L’Aquila mi hanno regalo un modo nuovo di vedere le cose. Sono nata all’ombra della Costiera Amalfitana e quelle erano le uniche “montagne” che avevo visto prima di giungere qui. Gli ultimi anni della mia vita li ho trascorsi cercando famelicamente di scoprire questa terra “Forte e gentile” e a modo mio, a piccoli passi, ho tentato, contro le intemperie di un clima che cambia troppo velocemente, di parlare di questa appartenenza, di un uomo che ha previsto la pioggia dall’odore dell’aria, del suo vento, delle sue montagne. 

Chiara Napoli

Chiara Napoli, da sempre appassionata di cinema, intraprende gli studi universitari, laureandosi all’Università di Roma Tre nel percorso formativo DAMS Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Presso l’Università di Paris 8, Vincennes Saint-Denis, ha la possibilità di frequentare il corso di documentario di Nicolas Philibert, momento che le permetterà di appassionarsi al cinema del reale. Si diploma alla Scuola Nazionale di Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia, nel corso di “Reportage Audiovisivo” con il documentario “Due Terre in Una” insieme al suo collega Flaminio Muccio, film proiettato in concorso al Migranti Film Festival, Gorizia 2018, in concorso al SoleLuna doc Film Festival, Palermo/Treviso 2018, fuori concorso al Siren Film Festival, Vasto 2018.

NINNA NANNA DE NATALE

Testo di Giulio Morelli, Mario Lolli

Musica di Giulio Morelli

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Emiliano Dante

Per forza di cose, come regista, tendo a pensare che aggiungere un video a una musica non serve a visualizzare ciò che si ascolta o a rendere più pop un pezzo folk, ma a produrre un senso e un clima differente da quello originario. L’operazione che ho compiuto con Ninna Nanna de Natale, in questo, è molto semplice: all’immaginario popolare, cristiano e un poco oleografico del testo, ho contrapposto la realtà storica e materiale della celebrazione del Natale durante la ricostruzione post-sismica. Le immagini, che ho girato mentre facevo le riprese di “Appennino”, tra il ’16 e il ’17, dicono molto della città e dello strano spirito con cui ha affrontato ed affronta tanto la sua storia recente, quanto le sue tradizioni remote. Utilizzarle come colonna visiva ad un brano in qualche modo tradizionale crea, spero, una dimensione altra, molto distante sia dal senso del brano che da quello che le poche inquadrature utilizzate in Appennino hanno nel film.

Emiliano Dante

Emiliano Dante nasce a L’Aquila nel 1974. Ha esordito come regista nel 2003, con la serie di cortometraggi sull’abitare The Home Sequence Series. Dopo altri corti, ha realizzato i documentari sulla vita post sismica: Into the Blue (2009) e Habitat – Note personali (2014), entrambi presentati al Torino Film Festival, avviando una trilogia che si chiude con Appennino (2017). Oltre ai documentari, ha anche diretto il lungometraggio di finzione Limen (2013). In produzione il nuovo lungometraggio Monete. Nei suoi lavori porta avanti un’idea di autorialità radicale, realizzando personalmente tutte le componenti artistiche (sceneggiatura, montaggio, musica, fotografia e, quando presenti, animazioni). È anche fotografo, saggista e narratore. 

TE VOJIO REVETE’

Testo di Landolfo Notarfranchi, Mario Di Norcia

Musica di Mario Di Norcia

Elaborazione corale e strumentale di Paolo Mantini

Esecuzione Corale Gran Sasso

Carlo Mantini direttore

Video di Roberto Junior Fusco

Il tema del brano è la nostalgia. Non ho voluto fare riferimenti al suo significato nel dopo sisma. II video vuole essere un ragionamento tra il serio e il faceto sui danni che la nostalgia può generare, su quanto possa diventare pericoloso restare ancorati ad un passato che non c’è più. Immerso in una situazione assurda, paradossale, al protagonista non resta che fare i conti con se stesso per accettare la nuova realtà piombatagli addosso. Il video è interpretato da Andrea De Petris, Diletta De Santis, Federico Colapicchioni e Antonio Fiori.

Roberto Junior Fusco

Roberto Junior Fusco nasce nel 1974 a L’Aquila. Da giovanissimo viene folgorato dal cinema horror della Hammer, di Roger Corman, Mario Bava e dalla commedia italiana di Risi e Monicelli. Intorno agli anni 2000 inizia a lavorare con alcune tv locali nei reparti tecnici, in particolare come operatore di ripresa e di montaggio. Questo lavoro sembra frenare le ambizioni cinematografiche, in realtà inizia allora a realizzare, sotto vari pseudonimi, corti sperimentali estremi e satirici. Alcune delle firme di fantasia da lui utilizzate vengono sussurrate con timore anche nel più infimo deep web!