Concerto di Pasqua con I Solisti Aquilani

SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 15 aprile 2014 – Chiesa di San Giuseppe – ore 21,15

L’AQUILA, 16 aprile 2014 – Basilica San Giuseppe Artigiano (via Sassa) – ore 18,00

Per il tradizionale Concerto di Pasqua, che l’Associazione I Solisti Aquilani dedica alla città, in un momento ancora difficile per tutti, in  segno di solidarietà e di speranza, la Corale Gran Sasso è stata invitata ad eseguire due pagine importanti del repertorio sacro.

Sul podio il Maestro Vittorio  Antonellini, affiancato, oltre che dall’ensemble dei Solisti, dalla Corale Gran Sasso, diretta da Carlo Mantini, da Rita Alloggia, soprano e da Federica Carnevale, contralto. Il concerto si apre con Crisantemi, elegia per quartetto d’archi. Si tratta di  una delle poche pagine di musica da camera composte da Giacomo Puccini.Questa pagina breve e poco conosciuta, scritta nel 1890 in una sola notte, è dedicata alla memoria di Amedeo di Savoia, duca d’Aosta. Lo svolgimento è in forma ternaria: l’episodio principale, denso di empito lirico, si alterna a un tema più quieto e l’atmosfera è sempre di profonda mestizia. I due temi, tre anni più tardi, vengono ripresi da Puccini nell’ultimo atto della Manon Lescaut. Crisantemi, eseguito per la prima volta il 26 gennaio 1890 al Conservatorio di Milano dal quartetto Campanari, riscuote  immediatamente un tale successo da dover essere ripetuto più volte. A seguire  si ascolterà la Parafrasi del Christus, una coinvolgente cantata per soprano, contralto e archi composta da Donizetti nel 1829 e rivista nel 1844 in uno stile che ricorda i grandi maestri classici e l’Ave Maria scritta per lo stesso organico. E’ poi la volta di Ave Verum Corpus K 618 di Wolfgang Amadeus Mozart, scritta in Re maggiore e basata sul testo eucaristico omonimo del XIV secolo. Quella di Mozart è di gran lunga la composizione più celebre basata su questo testo. Si tratta di un mottetto per coro misto, orchestra e organo, composto dall’autore salisburghese nel 1791.  Il concerto si conclude sulle note del Gloria in re maggiore di Vivaldi. Come la maggior parte della sua musica sacra,  è stato scritto per le orfanelle del Conservatorio della Pietà. In questa partitura non sono previste voci maschili naturali, pertanto le ragazze cantavano tutte le parti, compreso il registro di basso che, molto probabilmente, era trattato un’ottava più alta. Lo snello incipit è d’immediata impronta vivaldiana con oboe e tromba a sostegno delle voci; il discorso musicale si snoda con un sapiente gioco di contrasti tra voci strumenti e alternanza dei tempi. Notevole è il lirismo espresso nel “Domine Deus” che impegna soprano e oboe,  da sottolineare anche la doppia fuga finale.

 

Posted under concerti by sebysa on lunedì 14 aprile 2014 at 18:22